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Anna Maria D’Ubaldo
L’unica via della musica è la strada
made in Tuscia, a cura di Carlotta Caroli
(rubriche@mp-edizioni.it)
Si chiama Anna Maria D’Ubaldo, ha un sorriso disarmante e una voce melodiosa che lei ha voglia di gridare al mondo. L’abbiamo incontrata per parlare un po’ di lei.
Da quanto tempo canti? Da quando ho 13 anni, ora ne ho 26, significa che metà della mia vita l’ho passata insieme alla musica. Ma ho iniziato a rendere pubblica la mia musica da poco, prima la tenevo solo per me. Canto, si, ma scrivo anche canzoni e suono la chitarra. Ho iniziato con il sassofono, poi si è aggiunta la chitarra e ora sto imparando a suonare il pianoforte.
Si può vivere di sola musica? Beh, diciamo che adesso ci sto provando: sono stata licenziata dal lavoro, così ora vivo alla giornata, ogni giorno è una sorpresa. Vivo di musica, o almeno ci provo. Certo, i guadagni, per il momento, non sono allettanti, ma il tipo di ricchezza che sa darmi la musica è di tutt’altro tipo: è la mia forma di comunicazione, di ribellione, di contatto, è la mia libertà di parola.
Che tipo di musica? Amo tutta la musica, la libertà che la musica ti dona. Io sono un’artista di strada, mi piace cantare e suonare per strada, o nelle stazioni della metropolitana, peccato che in Italia non sia consentito, a differenza di quanto accade in Francia dove certe stazioni della metro sono interamente dedicate agli artisti.
Perché in strada? Perché la strada, la metro, sono due luoghi dove c’è tanta gente, gente distaccata, indaffarata e mi piace sapere di creare loro una distrazione, magari di strappare loro un sorriso o un inchino. E poi in strada si fanno incontri casualmente speciali.
Progetti? Tra poco uscirà il mio primo disco interamente autoprodotto, non vedo l’ora. Durante l’estate c’è la possibilità di esibizioni in giro per la Tuscia. Comunque tutti li aggiornamenti sono sul mio sito www.annamariadubaldo.it e sul mio spazio di myspace.
meltingpot 19/03/2009
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La dimora del matto
Quando la mano della poesia ti sceglie
di Ilaria Drago*
Anna è giovane, avrebbe potuto fare la carriera militare, avere uno stipendio che forse non l’avrebbe messa in croce a fine mese, chĂ© i soldi non sarebbero diventati una tortura a scadenza di bolletta e affitto.
Potrebbe, forse, Anna, strapparsi dall’incertezza, costruirsi una vita come tutti, perchĂ© le cose si fanno così e solo i pazzi s’incamminano senza pensare a che pane mettere sotto i denti domani, oppure a quale nuovo mito d’auto inchinarsi, a quale fascinazione a buon mercato cedere, perchĂ© il disegno di una fisionomia certa è ciò che serve a tenere in carreggiata la schiavitĂą dell’assenso cieco.
Anna è un piccolo fool che invece del fucile ha imbracciato la chitarra e sposa il sorriso della gente e, come il suonatore Jones, vede in quei sorrisi refoli di vento come carezze, oppure volteggiare di sogni tenuti segreti. E li canta. E si fa voce per loro.
A volte sembra di scegliere e invece si è scelti, perchĂ© la mano della poesia ti prende l’anima in maniera silenziosa, le insegna a guardare le cose da un altro punto, quello dove lo sguardo non è negli occhi, ma parte dal centro del petto e può penetrare oltre le apparenze. Si è scelti e allora si deve cantare, o suonare o scrivere e non importa dove, che sia la galleria di una metro qualsiasi o il piĂą grande palcoscenico.
Anna Maria D’Ubaldo è un piccolo fool carico di musica e s’innamora ogni volta che incontra il cielo in un sasso calciato per caso. La sua poesia deve crescere, ma sperare per lei è sperare in un mondo migliore.
*autrice teatrale, Il Firenze 20/01/2009
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Appuntamento con la musicista di Vejano alla Sagra della Carne Maremmana organizzata dall’Università Agraria
Bracciano: riflettori puntati su Anna Maria D’Ubaldo Di scena una giovane cantautrice dalla voce calda e graffiante Anna Maria D’Ubaldo
Dario Calvaresi
Energia e passione a gogò. Una voce graffiante che va dritta al cuore. Intrecci di accordi e note, di pensieri e parole che rivelano una profonda interiorità , che estrinsecano i sentimenti più nascosti, che parlano d’ amore e libertà , di speranze e aspirazioni, di esperienze e ricordi. Sprazzi di vita quotidiana, realtà e fantasia pronte a rincorrersi, a sovrapporsi e a dividersi nuovamente, emozioni e sug gestioni in continuo divenire, inquietudini e paure, gioie e meraviglie, sguardi attenti al futuro.
E i riff trascinanti, le improvvisazioni e le svisate della chitarra, compagna e testimone fedele di straordinarie avventure musicali, che dipingono un accattivante rock melodico, in un gioco incessante di chiaroscuri sintattici che armoniosamente si fondono a sonoritĂ e melodie di indubbio spessore artistico.
E questo il mondo di Anna Maria D’Ubaldo, giovane musicista di Vejano già abbastanza nota nel territorio della Tuscia romana che, nelle serate del 23 e 24 agosto, animerà la “VI sagra della carne maremmana”, organizzata dal l’Università Agraria di Bracciano presso la sua sede e dove non manche ranno specialità gastronomiche, esposizioni di prodotti agricoli e spettacoli d’arte varia.
Per l’occasione, la cantautrice presenterĂ alcune delle sue piĂą significative composizioni, naturalmente in versione acustica, tra le quali “Amanti noi”, “Lailalà ”, “Domani”, “In me”, “Ciao”, “Tu… dimmi” e “ChissĂ se mai”. E poi “La signora del vento” e “Nella tua mente”, dei veri e propri gioielli musicali che non mancheranno di suscitare consensi, apprezzamenti ed applausi.
«Amo profondamente la musica (e il calcio, Ndr) — sottolinea Anna Maria — ed amo profondamente esibirmi da vanti ad un pubblico che, con calore ed entusiasmo, riesca a far emergere tutte le mie potenzialitĂ . Poliedrica per natura, me la cavo benissimo a suonare piĂą di uno strumento: il primo con il quale mi sono cimentata è stato il sax contralto, ai tempi in cui ero nei ranghi della banda musicale del mio paese, poi sono passata alla chitarra, al piano forte e infine ai bonghi. E tra un concerto e l’altro e il lavoro, trovo anche il tempo per continuare la scuola di canto “Juppiter” che frequento a Capranica e per dedicarmi, anima e corpo, alla preparazione del mio primo disco, dove raccontare al mondo… il mio mondo e la mia musica».
Lagone 09/08/2008
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